OGGI VINCETE UNA PROPOSTA INTELLIGENTE: LA BICICLETTA DI CITTADINANZA

E’ con un certo orgoglio che pubblico in “anteprima assoluta” l’idea semplice e geniale scaturita dalla vulcanica mente del mio amico (e testimone di nozze) Mario Cedrini. Questa proposta verrà pubblicata a giorni su “La Stampa”, in “Specchio dei Tempi”, la celebre rubrica di lettere dedicata alla città di Torino. Ovviamente, l’idea vale per tutte le realtà urbane della penisola, e non solo. Fatela girare.
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Una proposta per il comune di Torino: se l’amministrazione avesse intenzione di puntare davvero sulle due ruote per ridurre i problemi d’inquinamento, per decongestionare il traffico, per scacciare la perdurante immagine di Torino-città della Fiat, operaia e triste, per rendere la città quella Torino “always on the move” – ma quale “move”? Quella delle automobili? -, per renderla una città nella quale far vivere i propri figli… ebbene, non potrebbe l’amministrazione concedere ai cittadini una “bicicletta di cittadinanza”, ovvero una bicicletta gratuita o a costo simbolico a tutti i nati nel territorio metropolitano, magari una volta compiuto il x-esimo anno di età? Sarebbe un segnale estremamente forte… di certo susciterebbe minori resistenze dei progetti di piste ciclabili e zone pedonali, e potrebbe al contempo creare un precedente importante per muoversi in questa direzione.
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Mario Cedrini
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Un pensiero su &Idquo;OGGI VINCETE UNA PROPOSTA INTELLIGENTE: LA BICICLETTA DI CITTADINANZA

  1. Per dovere di cronaca. Le risposte alla mia proposta vengono da RobertoL, che scrive:

    “@Mario Cedrini, se il comune di Torino dese biciclette a costo simbolico, primo le darebbe agli extracomunitari irregolari, cosi possono andare e venire dal centro di C.so Brunelleschi, poi le darebbe agli extracomunitari e non, regolari, cos almeno anche GGTT forse avrebbe meno abusivi sui BUS, poi magari se ne avanzano ne darebbe a lei, ma lei che e cittadino di torino, forse godrebbe solo di un buono sconto del 10% come quello che hanno fatto a me, che trasformando una macchian con alimentazioen a GPL per non inquinare, per il solo fatto di avere 2 e dico 2 KW in piu dei 100 kw previsti per l’esenzione del bollo, mi fanno 20 € di sconto all’anno! None che mi dicono, bene fino a 100 KW per tre anni non paghi il bollo e paghi solo sui DUE eccedenti, cosi almeno saremmo tutti uguali, nessuno paga fino a 100 Kw, chi ne ha di piu paga l’eccedenza NO! Chi ne ha fino a 100 non paga, chi ne ha UNO in piu paga! (TUTTO!)”,

    e da Gino:

    “Eh si REGALARE LE BICICLETTE sarebbe un SEGNALE FORTE. Ormai le parole vanno di moda… Il problema è che quando si regala tutti sono pronti a prendere, anche una briciola. Quando si regala in fondo nessuno si sente in dovere di mantenere bene una cosa…tanto è regalata! Non servirebbe a nulla!!! Poi il problema rimane sempre lo stesso: senza piste ciclabili in città diventa difficile sia per i ciclisti(disciplinati) che per gli automobilisti(anch’essi disciplinati). Che poi le piste tolgano parcheggio è inevitabile…siamo stati abituati a parcheggiare in ogni possibile anfratto…le automobili sono più delle persone…quasi 40 milioni di autoveicoli in Italia!!!!@CESARE…certo che la nuova pista toglie parcheggio per le auto al bordo strada. Il problema delle auto è proprio questo: hanno un impatto di volume molto elevato. Il problema del traffico non lo si risolve con strada più grandi e maggiori parcheggi, ma solo diminuendo il volume dei mezzi di trasporto! Mi ricordo che ad Hong Kong già tanti anni fa il traffico era così intesno che anche gli scootererano incolonnati in coda!! Tutti pronti a puntare il dito contro le pedonalizzazioni, le piste ciclabili….ma la soluzione è quella!Lo spazio è quello e non possiamo crearne dell’altro. Costruire una pista ciclabile (ben fatta s’intende!!!) significa far circolare in sicurezza (per tutti) più persone con un minore impatto di volume!!!”.

    Ora, la prima risposta è di un automobilista, lecitamente arrabbiato per la scarsa considerazione che si ha per chi passa al Gpl. La seconda è di un ciclista – forse – che ha cuore il problema dell’inquinamento e di una vita più sostenibile e decente. Entrambi bollano la mia proposta come assurda. Il primo perché mette il dito sull’ipocrisia degli incentivi, e perché non riesce a concepire la società italiana senza suddividerla in “noi” e “gli altri”, sfociando apertamente nel razzismo. Ma è un razzismo di debolezza – come spesso accade -, di chi si sente solo. Il secondo commento è nel giusto quando rileva che il problema è costituito dalla mancanza di piste ciclabili. Tuttavia, come ho risposto a Gino nel Forum di Specchio dei Tempi,

    “La mia proposta di “bicicletta di cittadinanza” va in realtà nella direzione da lei indicata: sono convinto che fino a quando non ci sarà un numero sufficiente di biciclette in giro, le richieste per nuove piste ciclabili non verranno accolte o quasi, semplicemente perché saranno effettuate da un esiguo numero di cittadini. Avere una bicicletta in mano significa poterla usare, accorgersi che c’è un’alternativa all’automobile e magari rendersi conto del problema delle piste ciclabili. Tutto qui. La mia intenzione era quella di suggerire un modo laterale per pensare ai problemi da lei giustamente segnalati”.

    Bah. L’amministrazione terrà conto di tutto ciò? No, finché saremo così pochi…

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