THE DODOS: DUE AMICI, UNA CHITARRA E UN TAMBURELLO

Immaginate di non aver niente da fare, una domenica qualunque, e di essere colti da quello strano intruglio di malinconia e curiosità che spinge a scendere in cantina, od ovunque diavolo teniate tutte le cose vecchie e di cui non sapete che farci ma non osate buttare perchè non si sa mai.
Cominciate a rovistare tra vecchi scatoloni scassati e bauli polverosi. Disseppellite ricordi e icone della vostra meravigliosa giovinezza. Vi strappano più di un sorriso, forse l’idea di una lacrima. Poi all’improvviso vi trovate tra le mani un disco. Non avete la più pallida idea di come sia finito e da dove venga. Magari è roba di vostro padre.
Lo cacciate in piastra e lo fate suonare.
Wow. Una perla dal passato. Chitarra acustica e percussioni, e basta.
Chi diamine è? Roba anni ’70, al massimo tardi ’60. Ma all’avanguardia. Brancolate nel buio, eccitati.
Un Syd Barret che ha evitato di ingoiare quell’ultimo acido? Gordon Gano da piccolo? Un divertissement dei Pink Floyd in versione acustica e folk?
Siete esaltati dalla scoperta, e vi domandate come è possibile che vi siate lasciati sfuggire questa meraviglia dal passato. Voi e il resto del mondo, perché non li avete mai sentiti nominare.

Ora: io non so come diavolo sia finito questo album nella vostra cantina (o ovunque ammassiate le cose vecchie e di cui non sapete che farci), ma non è degli anni ’70, bensì del 2008. Si tratta, per la precisione, del secondo album del duo californianao The Dodos, ennesimo e squisito frutto dell’autoproduzione.

Questo Visiter è un album solido e sicuro di sé come non ne sentivo da un po’, e come gli artisti da milioni di copie non sanno più fare, nonostante produttori blasonati e sale di registrazione dotate di tecnologia extraterrestre.
Meric Long (chitarra e voce) e Logan Kroeber (percussioni) sono due ragazzini. La stampa li definisce “originali”: perché essere originali oggi significa suonare bene una chitarra e una batteria, avere qualcosa da dire e esprimerlo con passione. “Originale” di questi tempi fa stranamente rima con “tradizionale”, o anche con “puro”. Che tempi che viviamo. Un cantante che si infila un parruccone, si trucca come una baldracca e balla languido e ambiguo non è considerato originale. E’ considerato normale. Il minimo sindacale della scena musicale mainstream.

I nostri due amici californiani invece incarnano il fascino discreto della musica pura, prodotta da strumenti veri, da battere e pizzicare e arpeggiare senza tanti complimenti e senza tanti fronzoli. In penombra, jeans e maglietta nuda di loghi.  I Dodos sono musicisti analogici in un mondo digitale, e restano analogici anche se li pressi in un MP3. Forse non è un caso che prendano il nome dal dodo, un buffo uccello incapace di volare estintosi nel 1758 in seguito all’arrivo dei coloni sull’isola Mauritius: una delle prime vittime inermi della globalizzazione.

Questa è solo la seconda recensione musicale che scrivo per il blog, e mi tocca di nuovo tirare in ballo i Violent Femmes (che mi piacciono, diamine, però vorrei avere l’occasione di parlare un po’ dei Clash!), perchè se i Pale Young Gentlemen sono conpaesani del trio di Gano, i due Dodos sono compagni di stile dei tre Violent Femmes, almeno per quanto riguarda l’attitudine al folk “psichedelico”. I risultati poi sono un’altro paio di maniche, ma i Dodos promettono bene, secondo me.

Bravi.

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3 Pensieri su &Idquo;THE DODOS: DUE AMICI, UNA CHITARRA E UN TAMBURELLO

  1. Qualcosa -non so cosa- mi spinge comprare pochissimi cd di gruppi “nuovi” e ad investire invece un capitale in roba piuttosto vecchia. Come tutte le prese di posizione reazionarie e idiote, anche questa funziona alla grande: ultimamente ascolto parecchio gli Young Marble Giants (di album ne hanno fatto solo uno, nell’80, quindi non sbagli) e gli Squeeze. Non ho invece sentito il live dell’82 dei Clash uscito venerdì.

  2. Benvenuto! Sono onorato di averti qui, dato che sono un fan del vostro blog.

    Anche io temo la nuova musica come la peste. Soldi buttati. La cerco sui muli, e se mi piace (come nel caso dei dodos), me la vado a comprare. Se ti piace la roba vecchia, te li consiglio.
    Ti ringrazio per le dritte su young marble giants e squeeze, rimedierò quantoprima.

    E il live dei Clash spero di procurarmelo oggi stesso. Sono già emozionato come un bambino. Diamine, poi dovrò recensirlo e mi uscirà un post da groupie.

    a presto!

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