IL TRICOLORE E’ DI DESTRA? Se avete una strana reazione quando vedete una bandiera italiana, leggete qui

Se non ci sono i mondiali, le olimpiadi o una ricorrenza nazionale

Ho un problema. Grosso. Stupido. Imbarazzante.

Faccio outing perché ho scoperto di non essere l’unico. A quanto pare è un disturbo diffuso, una di quelle malformazioni psichiche di cui non si parla per vergogna, per paura di risultare oscenamente diversi, financo inaccettabili ai più. Come essere razzista (o extracomunitario), o votare Berlusconi: una macchia indelebile.

Insomma, il fastidioso disturbo è questo.

Quando vedo sventolare un tricolore da un balcone o dalla finestra di un privato, a meno che non si sia in tempo di europei, mondiali o olimpiadi (o non sia il 2 giugno o il 25 aprile), mi sorprendo a pensare, automaticamente e senza poterci far nulla, che “lì ci abita uno di destra”. Lo stesso se vedo un gagliardetto tricolore sulla giacca di qualcuno, o una decalcomania sulla macchina o sul motorino. Per non parlare delle felpe con la scritta “ITALIA”: “quello è fascista, o di forza Italia” scatta come riflesso condizionato nella mia testa. E, tengo a precisare, il mio fastidio non è indirizzato alla bandiera: ma a chi la espone.

E’ tremendo, assolutamente insensato. Me ne rendo conto: non sto scherzando. Perché dovrei associare la bandiera del mio Paese a uno schieramento politico, e soprattutto a quello che io ritengo mio avversario?

Dicevo che non sono l’unico. Il problema sembra diffuso, benché limitato alla popolazione che a vario titolo si descrive come “di sinistra”.
A parziale discolpa mia e dei miei simili, e come preliminare tentativo di analisi, posso dire che in questa distorsione cognitiva ed emotiva nei confronti dei simboli del nostro Paese ci vedo la distorsione cognitiva ed emotiva dell’Italia verso sé stessa. O almeno di parte dell’Italia verso sé stessa.

Io non odio affatto il mio Paese. O almeno lo odio tanto quanto lo amo. O lo odio perché lo amo, e lo vorrei diverso.
Perché, però, non esporrei mai una bandiera dell’Italia fuori dal balcone (nemmeno quando lo riterrei lecito, a dire il vero)?
Perché mi sembrerei di destra. Un becero nazionalista reazionario.

E’ una follia, me ne rendo conto. Del resto sto scrivendo proprio per affrontare il problema.
In effetti la destra ha un qualche monopolio del tricolore. Per tradizione, e perchè glielo abbiamo volentieri consegnato noi di sinistra. O almeno alcuni di noi, tra cui io, e temo tutti quelli che provano quello che provo io quando vedo una bandiera. Troppo snob per accettare di riconoscerci in un simbolo in cui sarebbe naturale riconoscersi, in cui dovrebbe riconoscersi la massa, il popolo, quella cosa che dovrebbe essere nel cuore e nella testa della sinistra, ma che spesso finisce per stargli distante, quando non proprio sul culo. Croce e delizia.
Troppo acculturati e troppo progressisti per abbandonarsi serenamente, umanamente, all’afflato “nazionalpopolare” per eccellenza, la bandiera, nella paura di mescolarsi all’attitudine “da stadio” che contraddistingue il patriottismo italico. E forse anche troppo scottati dal poco amore della Patria verso la sinistra: l’antifascismo fondante della Repubblica, nel giro di due anni, era già anticomunismo.

E troppo razionalmente consapevoli del fatto che l’identità italiana non esiste. Nel senso dell’identità storica, solida, radicata nella tradizione. Prende vita solo nella sua forma più primitiva: la negazione del non-italiano, anche se nessuno ha ben chiaro l’italiano cosa sia. Una parentesi: gli italiani non sono convintamente razzisti, sono spaventati dal “diverso” perché prima di tutto non sanno chi o cosa sono loro. L’integrazione degli stranieri in Italia è difficile non perchè ci sia un eccesso di xenofobia, ma perchè gli italiani, per primi, non sono integrati, nè come cittadini, nè come “italiani”. Razzismo e xenofobia sono conseguenze, non cause.

La bandiera italiana svento la fiera nei comizi, nei cortei, nei discorsi contro l’immigrazione. Mai, o raramente e timidamente, in quelli a favore. E’ un errore, come è un errore la reazione che ho io quando vedo il tricolore.
Abbracciare il tricolore sembra voler dire abbracciare un vuoto. C’è chi si accontenta del simbolo (del “logo”), senza perder tempo a interrogarsi sul suo significato, e chi invece lo accetta solo quando è sicuro che tutti i suoi significati siano coerenti al suo penisero, ai suoi valori. Io appartengo alla seconda categoria, ma sbaglio, perchè così facendo ammetto implicitamente che non mi rappresenti, mentre i simboli sono effettivamente solo delle proiezioni della nostra visione del mondo, non la loro ragion d’essere: sono io che in qualche modo voglio che la bandiera italiana mi susciti quelle reazioni. Debbo imparare che “patriottismo” non è “sciovinismo”. Il fatto che il modello italiano di patriottismo scivoli nella rozzezza non è che una delle (tante) distorsioni del Belpaese. Il patriottismo non è graniticità. E’ al contrario flessibilità: riconoscere le differenze, superarle senza negarle. Soprattutto in una realtà come quella italiana, composta da più differenze che affinità. Riconoscere, e amare, le differenze. Sotto il tricolore. Ce la farò mai? E soprattutto ce la faranno quei fascisti del cazzo con la loro bandiera sul balcone?

Dite la vostra.

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5 Pensieri su &Idquo;IL TRICOLORE E’ DI DESTRA? Se avete una strana reazione quando vedete una bandiera italiana, leggete qui

  1. Non ti preoccupare. Anche la croce di Cristo l’hanno agitata ed usata ogni sorta di farabutti ed assassini. I soldati nazisti e le SS avevano incoso sulla fibbia della cintura “Gott mit uns” Dio è con noi.
    E poi destra! la lega,(la minuscola non è un refuso) col tricolore ci si pulisce il sedere e questo lo valorizza il tricolore. Questi titani del pensiero (si fa per dire pensiero) preferiscono il colore verde ramarro.
    luigi nonallineato

  2. Monto sopra al taxi della mia città per tornare dall’aeroporto a casa (di solito prendo il bussìno, ma ero carico come un mulo di zaini) e il tizio alla guida sfreccia sotto i balconi di Firenze con lo sguardo in alto. Siamo a ridosso della splendida manifestazione per il socialforum e un sacco di bandiere arcobaleno sventolano. Il tassista si volta e mi dice: ‘almeno adesso sappiamo dove abitano gli stronzi.’
    Probabilmente, Luca, quell’idiota alla guida aveva una bandiera dell’Italia alla finestra.
    Straight to hell, boy.
    Gab.

  3. il tricolore dovrebbe essere di tutti gli italiani,tuttavia dalla fine della guerra gli stessi “grandi”partigiani hanno preferito il bel fazzoletto rosso a simboleggiare la loro sottomissione al comando divino della grande madre russia che governa il mondo,e che doveva comandare anche l’ italia,finalmente liberarta dal “giogo” fascista.Alcuni che si credevano più furbi hanno preferito le stelle e strisce credendo che fosse più originale,altri un bel verde vomito credendo di rappresentare una parte d’ Italia,altri uno scudo,altri l ‘ abberrante falce e martello,altri una rondine(il caro di pietro) x manifestare che gli italiani preferirebbero la libertà a questo partito della denuncia incostituzionale e dei giudici dalle facili manette.Gli unici a cui è rimasto questo senso d nazione sono coloro che davvero per lei vogliono un futuro migliore e che lottano ogni giorno e darebbero la vita x essa.Lasciando da parte il patetico clownismo berlusconiano ogni volta che vedo una manifestazione di FN O Fiamma vedo tricolori sventolare ogniddove,e giovani e vecchi che,nonostante siano diventati i criminali di questa ,additati come beceri reazionari,sono felici di ciò perchè in cuor loro sanno di amare ancora la loro patria quando tutti gli ex patrioti l’ hanno abbandonata,dopo quel tradimento a cui molti si sono lasciati andare nel 1945.Da allora non vi è più l’ Italia,ma un branco di persone senza storia nè cultura,con una società piena di non italiani(che ormai prendono il posto dei vecchi),dilaniata da droga, omosessualità,smodato liberalismo e comunismo insediatosi nello stato.Tuttavia hai ragiore caro relatore,sono pochi che reggono ancora il tricolore quando tutti lo ripudiano,siamo noi,che ci salutiamo col braccio alzato,che vogliamo cambiare le cose,noi che veniamo derisi tutti i giorni solo perchè diamo il meglio x quest’Italia ormai di falliti.Non ci arrenderemo :iterum rudit leo,usque ad inferos(il leone ruggisce ancora,fino alla morte)
    skinhead88 Vr

  4. Caro freethinker, ti ringrazio per il lungo commento, di cui, per inciso, non condivido granché. Capisco il tuo sconforto patriottico, anche se la tua analisi della situazione mi pare preconfezionata come quelle che critichi.

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