Lo straniero rende liberi!

Stavo sul bus.

Il mezzo stracolmo, io ero salito di corsa senza biglietto.
Son saliti i controllori. In tre, uno per porta. Panico. Tra me e ogni uscita una divisa blu.  Ne avevo uno quasi addosso, cercavo di capire se sarebbe arrivata prima la fermata a salvarmi, o il controllore a multarmi.

E’ arrivato prima il controllore.

Mi ha guardato inespressivo per un istante, poi si è rivolto al passeggero di fianco a me. Un arabo, o giù di lì. Biglietto, ha chiesto il controllore. No c’è bijetto, ha risposto l’extracomunitario, intimidito. Documento?  No c’è, ha confessato abbassando lo sguardo. Arriva la fermata scendiamo tutti e tre: io, salvo, lo straniero spaventato e il controllore scocciato per la seccatura.

Ero sul treno per Parigi.

Al confine con la Francia, è salita la gendarmerie per fare dei controlli (erano tutti all’erta per gli attentati in India), e io ho scoperto di aver lasciato la carta di identità a casa. Avevo solo la patente nuova, quella specie di tesserino, che non vale come documento.
Il gendarme non è sembrato contento quando gli ho mostrato la patente sorridendo imbarazzato. Lo sguardo lasciava intendere qualcosa tipo “ci vediamo dopo”. Ha ripreso a controllare i documenti. Ho pensato che mi avrebbero fatto scendere e rispedito in patria: la gendarmerie non scherza mica.

E’ andata bene: i gendarmi son scesi dal treno portandosi dietro un cinese silenzioso e un africano  preoccupato, e siamo ripartiti per Paris, con appena venti minuti di ritardo.

Non capisco davvero perché la gente ce l’abbia tanto con questi extracomunitari. Da quando ci sono loro in giro, io mi sento davvero libero di fare come cazzo mi pare.

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Un pensiero su &Idquo;Lo straniero rende liberi!

  1. Non avendo mai avuto voglia di rinnovare la mia carta d’identità, per circa dieci anni ho girato l’Europa con il mio passaporto extracomunitario (canadese.) Ad ogni dogana -ma specialmente quella inglese- venivo messo in fila con i tizi non-Eu: albanesi, marocchini, filippini etc. Più un canadese che veniva da Firenze. Naturalmente -vista la compagnia- non ho mai avuto particolari seccature. Le attenzioni erano sempre per altri.
    Invece a Pisa con la carta d’identità (italiana) per due volte sono stato portato nella stanzetta delle perquisizioni. Una volta hanno pure svuotato il mio shampoo. Da quel giorno i miei capelli non sono più soffici e voluminosi.

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