Le telecamenre anti-bullo e le altre innovazioni gelminiane

direi-che-ora-e-quasi-certo-che-almeno-per-la-prima-ora-non-si-fara-lezione-300x225Chiunque abbia frequentato la scuola media  o superiore negli anni ’80 o primi ’90 sa benissimo che la vera novità del bullismo (versione 2.0) sono i telefonini e youtube, non la qualità o la frequenza delle gesta antieroiche.

Quelle che per noi della “old school” riecheggiavano di aula in aula come tremende leggende metropolitane (il tipo che schiaffeggia il prof., la definitiva umiliazione del “secchione”), oggi avviene alla luce del sole (digitale). Ed è il bullo stesso a volersi mostrare, non è mica uno sbaglio: si tratta solitamente di  un personaggio che fa quello che fa per attirare l’attenzione su di sé, per rendersi visibile e rispettato. Il fatto che compia azioni “malvage” è facile da spiegare: sono le brutte notizie a suscitare più scalpore, e la paura è il mezzo più rapido e semplice per ottenere il simulacro del rispetto.dovrebbe-esserci-in-ogni-liceo-scientifico

Se, come pare, la registrazione video dell’azione bullesca e la sua pubblicazione sul web la rendono in qualche modo immortale, e ne moltiplicano portata e impatto (penso a certi mega bulli della mia scuola, e all’effetto che avrebbe fatto loro apparire addirittura al TG, oltre che nell’ufficio del preside e negli incubi dei primini), allora si evince facilmente come l’essere ripresi dalle telecamere rappresenti un obiettivo preciso per i nostri bulletti, un motivo di imperituro orgoglio.

Alla luce di queste banali constatazioni da sociologia spicciola, che razza di idea bislacca è mai quella di installare telecamere in classe per fermare il bullismo?

Certo, il ministro Gelmini lo ammette: non è una telecamera in più o in meno che risolve il problema. Perché , capite, la questione è molto più profonda, molto più complessa. Volete sapere come stanno davvero le cose? Bene, tenetevi forte, perché la gelmini cala la seguente, acutissima analisi:

[il problrema] è che la famiglia è cambiata, così come la società: i giovani sono sempre più soli e c’è un deficit di dialogo fra scuola e genitori. E’ un trend che vogliamo cambiare.

Ecco il piano della Gelmini per cambiare le cose nei prossimi anni.

puntuiraDopo le telecamere, verranno introdotti la figura del Presentatore  Scolastico e delle Vallette Accademiche ad arricchire il corpo docente. Al posto del decrepito corredo cattedra-lavagna verrà installata una coloratissima Ruota della Fortuna in ogni aula. Le interrogazioni, gestite dal Presentatore e  rese frizzanti dagli stacchetti delle Vallette, si svolgeranno sul modello sempreverde del quiz televisivo. Al posto del voto, retaggio vetero comunista, vincite in gettoni d’oro. Si diplomerà solo chi avrà totalizzato un montepremi pari almeno a 100.000 euro. Gli altri andranno a lavorare al call center.

Per incanalare le energie bullesche,  allo showman Teo Mammuccari verrà affidato lo show “Bulli e Pupe”, in cui noti bulli e picchiatori di quartiere (perché infatti limitarsi al solo mondo della scuola?) dovranno conquistare il cuore delle “pupe” commettendo atti il più esecrabile possibile, ripresi dalle telecamenre scolastiche precedentemente installate.

Tutte queste innovazioni non aiuteranno i giovani a sentirsi meno soli (ammesso che lo siano), ma terranno impegnati loro e i loro genitori. E daranno la possibilità di vincere dei soldi pur non sapendo fare nulla, che sembra essere la brama dominante nella nostra società.

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