Gli italiani per bene non sono stranieri. E non si drogano.

La caratteristica più interessante dei personaggi che sono oggi al potere (non solo) in Italia consiste nello scovare costantemente cause “esterne” o “aliene” ai problemi e alle disgrazie che accadono nel nostro Paese. E’ la vecchia, biblica storia del capro espiatorio. In questo, trovano rapidamente l’appoggio della sempre più pigra opinione pubblica, che deve pur riempire di un contenuto qualsiasi l’intervallo tra un acquisto e un’altro.

Prendiamo i casi di violenza che hanno annerito le cronache degli ultimi giorni, tra stupri, pestaggi selvaggi e tentati falò di indiani.
Identificare la causa di queste brutalità risulta operazione agevole per gli intelletti al potere: se gli aggressori sono stranieri, la colpa è dell’immigrazione; se i violenti sono italiani, la colpa è delle droghe (al limite dell’alcol). C’è ance la variante, meno frequente ma terrificante, dell’immigrato drogato: un’inarrestabile macchina per uccidere (e anche una vecchia storia: negli USA di inizio ‘900 i quotidiani scrivevano che la cocaina rendeva i “negri” invulnerabili ai proiettili; fu una delle argomentazioni del proibizionismo).

La questione è oltremodo semplice, e altrettanto ovvia è la risposta: ostacolare l’immigrazione e reprimere il consumo di droga. Che tanto i fenomeni migratori, quanto l’abitudine all’intossicazione siano costanti antropologiche nell’umana evoluzione, poco importa. Il fatto che entrambe le politiche repressive non abbiano altri effetti oltre a quelli negativi, non interessa.

Il punto è assicurarsi che il problema, in fondo, non sia nostro: italiano, occidentale.  Gli italiani per bene infatti non sono extracomunitari. Gli italiani per bene sono italiani (al  massimo europei o nordamericani). Ma certo non rumeni, e nemmeno africani.

Gli italiani per bene magari fumano nicotina, bevono alcol, inghiottono psicofarmaci,  sbarellano al videopoker, ma di certo non usano le droghe: gli italiani per bene sanno che le droghe ti trasformano in uno schiavo, in un criminale, in un cadavere, che le droghe le vende la mafia.

Ne consegue che nessun italiano, nel pieno delle sue facoltà mentali ed emotive , potrebbe mai far violenza a chicchessia, se non la domenica allo stadio. Quindi, la violenza non può essere colpa che del drogato o dell’immigrato.

Il problema è  così semplice: perché complicarsi la vita  con pallose analisi sociologiche, storiografiche, politiche, antropologiche che tanto nessuno capisce, e che non fan altro che demoralizzare il povero buon uomo italico, cercando di convincerlo che, sostanzialmente, quello che accade è (anche) responsabilità sua? Tanto lui che diamine ci può fare, se le cose sono davvero così drammatiche come ‘sti musoni vanno blaterando? Niente. Anzi, fnisce che se ci pensa, poi smette di fare shopping e di guardre la TV, rischiando di far precipitare tutto ancora prima di aver trovato una soluzione vantaggiosa per chi comanda.

E basta anche con ‘sta menata degli “italiani razzisti”: è chiaro che se gli stranieri non esistessero, non esisterebbe nemmeno il razzismo.

Quasi quasi mi hanno convinto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...