Il campo da calcio più ricco del mondo

Un ragazzo marocchino di Casblanca ieri mi raccontava di una nave container di trafficantidi cocaina che, qualche anno fa, a causa di un guasto è rimasta bloccata al largo del porto di Casablanca.

Per paura delle autorità marocchine, notoriamente poco amichevoli nei confronti dei trafficanti di droga, l’equipaggio, prima di abbandonare la nave, si è sbarazzato del carico (oppure il carico è andato perduto proprio a causa dell’avaria, questo non l’ho capito bene).

In ogni caso, le quasi due tonnellate di cocaina sono finite in mare. Alcuni dei pacchi sono stati catturati dalle reti dei pescatori, altri sono stati trascinati a riva dalla corrente. Nessuno di coloro che si è imbattuto in quella strana polvere bianca aveva la più pallida idea di cosa si trattasse.

Alcune donne la l’ha scambiata per sapone da bucato, altre addirittura per latte in polvere (a quanto pare senza gravi conseguenze, per fortuna), qualcuno ci ha visto calce o gesso, e magari qualcun altro si è reso effettivamente conto del pericoloso tesoro in cui gli era capitato di imbattersi, e si è comportato di conseguenza.

Ma la vicenda più divertente è quella di un gruppo di ragazzi che, rinvenuto un gran numero di pacchi di polvere bianca in riva al mare, ne ha fatto l’utilizzo inconsapevolmente più geniale che si potesse immaginare: ci ha tracciato per bene le linee del campo da calcio improvvisato in cui giocava a pallone tutti i giorni.

Quando la vicenda è stata scoperta, quel campetto è stato soprannominato “il campo da calcio più ricco del mondo”.

Se Diego Armando Maradona ne fosse stato al corrente, sarebbe accorso per presiedere all’inaugurazione.

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3 Pensieri su &Idquo;Il campo da calcio più ricco del mondo

  1. La tua battuta finale svela involontariamente un inedito quanto drammatico retroscena. Maradona, di passaggio a Casablanca e del tutto inconsapevole del fatto, andò a giocare in quel campetto quella che pensava fosse una normale partitella tra amici. Al 25° tunnel ai danni del suo marcatore, venne messo giù ai limiti dell’area con un fallaccio da dietro, ruzzolando e finendo bocconi con la faccia sul dischetto del rigore. E assumendo così quel particolare “gesso”, per inalazione e attraverso la pelle. Diego si alzò, si accertò di non avere nulla di rotto e riprese a giocare: la sua superiorità nei confronti degli altri giocatori era tale che nessuno notò cambiamenti nella sua prestazione.
    Due giorni dopo, al termine di una partita ufficiale, il Pibe de Oro si sottopose serenamente all’antidoping, ma venne trovato per la prima volta positivo alla coca…

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