Il Libro Bianco sulla Fini-Giovanardi

Da Fuoriluogo.it

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Presentato a Trieste il Libro Bianco sulla Fini-Giovanardi

Le associazioni Antigone, Forum Droghe e La società della Ragione hanno presentato oggi a Trieste il “Libro bianco sulla Fini Giovanardi” (l. 49/2006). Nel rapporto sono illustrati e commentati i dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative della legge.

In primo luogo, occorre registrare che è aumentato notevolmente il numero dei tossicodipendenti presenti in carcere. Subito prima dell’approvazione dell’indulto (varato nel luglio 2006) i tossicodipendenti in carcere erano il 26,4% dei detenuti. Con l’indulto la percentuale è scesa notevolmente (21,4%), perché i tossicodipendenti sono spesso condannati per reati di modesta entità, e quindi molti di essi hanno potuto beneficiare del provvedimento. Nonostante questo, già alla fine del 2007 la percentuale di tossicodipendenti in carcere era risalita al 27,6%. Il numero dei tossicodipendenti detenuti cresce, dunque, con una velocità mai vista prima. Il fenomeno è ormai fuori controllo.
Rispetto a prima dell’indulto, infatti, cresce del 3,6% la percentuale di persone che quotidianamente entrano in carcere dalla libertà per violazione dell’art. 73 del DPR 309/90 (cioè l’imputazione di reato che riguarda la produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope), ma soprattutto aumenta l’ingresso dei tossicodipendenti: +8,4%. E se si entra facilmente, non altrettanto facilmente poi si esce. Il numero delle misure alternative è ancora fermo ad un quinto rispetto a quelle concesse alla metà del 2006.

Un dato fondamentale per comprendere quanto la legge Fini Giovanardi stia cominciando a incidere sulle imputazioni di reato riguarda i procedimenti pendenti. Rispetto a prima dell’approvazione dell’indulto, cresce del 31,5% il numero dei procedimenti pendenti per art. 73, e addirittura del 44,5% il numero di persone implicate in tali procedimenti. La macchina della criminalizzazione è lanciata a pieno regime, e gli effetti – che già si vedono sul sistema penitenziario per i tossicodipendenti – sono destinati ad aggravarsi.
Il dato relativo al numero delle persone in carcere (anche) per spaccio, tuttavia, resta invece per il momento stabile, per quanto comunque impressionante. Alla metà del 2008 il 38,2% dei detenuti è ristretto per l’art. 73, e addirittura il 49,5% dei detenuti stranieri. L’impatto del reato di spaccio sul carcere è incomparabile rispetto a qualunque altro reato per numero di presenze negli istituti di pena.
Ciò si spiega con il fatto che la legge Fini Giovanardi ha provocato una forte impennata nelle imputazioni, ma non ancora negli ingressi in carcere, ad eccezione – come detto sopra – dei tossicodipendenti.

È da segnalare che questa impennata nelle imputazioni (e, presumibilmente, tra non molto, negli ingressi in carcere), a seguito dell’approvazione della Legge Fini Giovanardi, non evidenzia una maggiore capacità di colpire il traffico di stupefacenti, quanto la volontà di punire o persone che, in realtà, detengono per proprio uso le sostanze ma assai più facilmente possono essere accusate di un reato che comporta dai 6 ai 20 anni di carcere o il piccolo spacciatore, italiano o immigrato, spesso tossicodipendente, che sopravvive e/o si procura le proprie dosi attraverso un’attività di spaccio “al minuto”. Ancora una volta, a pagare sono i più deboli, le principali vittime dell’ondata securitaria che ha investito il nostro Paese.

Infine, è da rilevare che è in aumento anche il numero delle sanzioni amministrative: al 31-12-2008 sono addirittura +62,6% rispetto al 2004.

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