Silvio e Noemi: una storia italiana

Non ne potevo più di Berlusconi, di trovarmelo dappertutto, sotto ogni possibile piega della realtà, o perché fisicamente presente, o perché tirato in ballo da altri, o perché costantemente riflesso dai media.
Berlusconi e Obama, Berlusconi e il terremoto in Abruzzo, Berlusconi e il referendum, Berlusconi e il 25 aprile, Berlusconi e le veline. Aveva ragione Serra, nella sua recente “amaca”, a chiedersi se l’Italia esisteva, prima di Berlusconi. Di cosa si parlava sui giornali, in TV e nei bar, quando lui non c’era.

Poi è arrivata lei: Noemi.

E ha cambiato tutto.
Leggo con avidità ogni notizia che riguardi questo intricato rebus familiare, questa Dinasty divenuta realtà. Veronica che si ribella. I famosi cinque figli descritti quasi come succubi di un padre capo famiglia, capo azienda, capo Paese, evidentemente molto più che ingombrante (ci lamentiamo così, pensate averlo in famiglia, Berlusconi!), che manca ai compleanni dei diciottanni dei figli, ma non a quello della conturbante Noemi.

E penso tante cose. Una, è che Berlusconi ha effettivamente compiuto la magia: ha trasfortmato la fiction in realtà. Ha reso Beautiful una cosa vera, di cui lui è il protatgonista. Non solo domina l’etere:  ne incarna il contenuto. Lui è la televisione, e la televisione è Sivlio Berlusconi: dai TG, ai dibattiti, agli spot, fino alle telenovelas.

Poi, più realisticamente, penso a quella famiglia. A Veronica Lario, ai figli, ai milioni, agli interessi pazzeschi, economici e politici e clientelari. Alle dinamiche che devono scatenarsi sotto quel complesso tetto coniugale, e bramo per saperne di più. Non per voyuerismo: ma perché questo genere di vicende sono quelle che la storia raramente racconta, ma che la storia spesso la determinano.

Penso a lui, Silvio, ormai una scheggia impazzita, al mistero del rapporto con questa povera Noemi, alla famiglia di questa ragazza, che chiede di essere dimenticata, quasi come se si vergognasse. A cosa ci sia davvero dietro., a questa vicenda.
E penso, con sgomento, Al fatto che gli italiani, a quanto pare, continuano a sostenere vivacemente questo Premier un po’ onnipotente, un po’  mascotte decadente di un’epoca, e di un Paese, ormai oltre il tramonto.

E mi pare di vivere dentro un romanzo surreale, alla Vonnegut, pieno di personaggi sopra le righe che nell’ assecondare i loro capricci, le loro umane inclinazioni, finiscono per determinare il destino di popoli interi. La parabola di un imperatore impazzito, che vacilla per amore (genitoriale o lussurioso che sia) di una diciottenne che, probabilmente, inebetita come appare, rappresenta l’ideale umano che ha da sempre tentato di modellare. Il suo golem. Me l’immagino quasi, Sivlio, mollare tutto per fuggire via con lei, ormai pazzo di sè stesso, mentre i suoi lugotenenti si sbranano per spartirsi il potere, e mentre il popolo italiano, ormai reso sordo e suicida, lo osanna ancora, fino all’ultimo istante di luce.

Sarebbe una vicenda incredibile da leggere. Forse la storia la consegnerà ai nostri figli.

Per ora, leggetevi l’intervista che la tenera Noemi ha rilasciato al Corriere della Sera. Ne vale la pena.

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