Dice che nel 2012…

Dopo i clamorosi insuccessi del 999 e del 2000, la data della prossima Fine del Mondo è stata stabilita per il 2012.

I Maya, i primi a parlarne, hanno calcolato persino il giorno preciso: la Fine del Mondo cadrà il 21 dicembre. Non si è certi secondo quale fuso orario, dal momento che gli antichi amerindi non l’hanno specificato: i Maya non avevano questo genere di problemi, non dovevano sincronizzarsi con nessuno. La globalizzazione non sapevano manco cos’era: i Conquistadores han anche provato a spiegargliela, ma all’epoca gli strumenti ditattici erano piuttosto rozzi, e il tutto si è risolto in un massacro. I Maya sono stati bocciati. Definitivamente.

In effetti c’è da domandarsi fino a che punto fidarsi delle profezie Maya: han previsto la fine del mondo per quasi 20 secoli dopo, e non si son resi conto che in capo a qualche anno sarebbero venuti gli spagnoli a fargli un culo così. Gente strana: come tutti gli intellettuali testa fra le nuvole e buccia si banana sotto la suola.

Comunque, non sono stati solo i Maya a menare gramo. Profezie simili si trovano presso antiche popolazioni sparse un po’ per tutto il globo. E curiosamente si riferiscono tutte (più o meno), allo stesso periodo: il 2012. (l’autorevole fonte è un albo di Martin Mystere). Per non parlare di Nostradamus, che ha previsto la fine del mondo per ogni anno successivo alla sua morte, e magari questa volta ci ha azzeccato.

O dei Testimoni di Geova: secondo le loro fonti divine, la fine del mondo sarebbe dovuta avvenire nel 1914. Dopo una notte a cagarsi inutilmente sotto, essendosi accorti che ogni cosa era al suo posto e rischiando una clamorosa figura di merda, hanno posticipato il tutto al 1925. Poi al 1966. Non paghi, han tirato in ballo il 1975. Adesso non ne parlano più. Ma se una domenica mattina alle otto vi suonano alla porta prima di mandarli a cagare, fatevi due risate chiedendogli un po’ la loro idea sul 2012.
Il fatto che loro non siano saltati sul carro del 2012 potrebbe in effetti essere una conferma della bontà delle previsioni dei poveri maya.

In clima da Fine del Mondo, prima di passare alla nocciolo della questione, vi invito ad approfittarne. Raccogliete scommesse su quanto accadrà il 21 dicembre 2012, quotando la Fine del Mondo 1.000.000 a 1 (se qualcuno scomette che avverrà, e vince, voi lo pagate un milione di volte). Va da sè che se giungerà l’Apocalisse non dovrete pagare nessuno. Un bookmaker inglese l’ha fatto prima del capodanno del 2000, trovando che il nostro mondo è davvero pieno di polli da spennare (ecco perché merita di finire).

Comunque, a parte gli scherzi, questa è (che io sappia) la prima volta in cui una strampalata profezia potrebbe (potrebbe) trovare una conferma scientifica, trasformandosi inaspettatamente da passatempo da spiaggia in tragica realtà.

Secondo la NASA, infatti, nel 2012 (non necessariamente il 21 dicembre, per inciso) potrebbe verificarsi una tremenda tempesta solare che, colpendo il nostro povero pianeta, metterebbe completamente in ginocchio (ed è un eufemismo) le reti di distribuzione dell’energia e delle telecomunicazioni, generando un black out totale. La spina dorsale del nostro sistema di vita verrebbe spezzata, e ciao balle.

Niente meteoriti, onde anomale, mostri alieni, Cavalieri dell’Apocalisse.
Semplicemente, potrebbe staccarsi la spina della corrente, con tutto quello che significa. Che è molto peggio di quanto in questo momento state immaginando. Non funzionerebbe più nulla. I soldi che avete in banca svanirebbero (sono cifre custodite in computer, non lingotti d’oro a Fort Knox). Tutti coloro che campano più o meno “online” si troverebbero senza lavoro. Le auomobili non potrebbero essere rifornite perché le pompe di benzina funzionano a elettricità. Sperate di non essere chiusi in un ascensore, in quel momento: potreste restarci molto a lungo, senza poter chiamare soccorsi (i cellulari non funzionano, ovviamente). E queste sono solo le conseguenze meno tragiche: per evitare inutili allarmismi, vi risparmio di immaginare cosa potrebbe accadere in un reparto di cure intensive una volta che i generatori di emergenza dell’ospedale esauriscano il combustibile.
Probabilmente il mondo sprofonderebbe nel caos: i governi non potrebbero tenere sotto controllo la situazione, perché senza corrente non ci sarebbe modo di comunicare (nessuno usa più i vecchi telefoni, quelli che funzonavano anche senza elettricità).

Insomma: i nostri vacui sogni di gloria crollerebbero con gran fragore, e in un batter d’occhio.

Improvvisamente, il denaro non avrebbe più alcun significato. Il petrolio risulterebbe inutilizzabile perché inestraibile e impossibile da raffinare. I tycoon delle telecomunicazioni, che oggi dominano il mondo insieme a petrolieri e finanzieri, si troverebbero con meno di un pugno di mosche in mano. Solo chi ha puntato su energie rinnovabili e alternative potrebbe salvarsi dalla catastrofe, e le zone equatoriali del pianeta, quelle oggi sfruttate e impoverite, diventerebbero improvvisamente appetibili: d’inverno non fa freddo e la ricchezza di flora e fauna garantirebbe la sicurezza di mettere assieme il pranzo con la cena.

Probabilmente nel giro di 10 o 20 anni la situazione potrebbe anche tornare alla “normalità”. Ammesso che sia il caso. Ammesso che non si trovi, alla fine, che così si vive meglio. Ammesso che la catastrofe non si tramuti davvero in un Giudizio Universale, che ristabilisce un certo grado di equilibrio tra gli uomini, poiché i più ricchi di oggi potrebbero davvero tramutarsi nei più poveri di domani (pensateci: chi cazzo sarebbe Bill Gates senza PC, o Berlusconi senza TV?). Le caratteristiche umane (e ahimè anche bestiali) tornerebbero a fare la differenza, sperando che la solidarietà prenda il sopravvento; e chi è abituato a frapporre il denaro (o lo status) ad ogni relazione umana troverà molto lungo.

Già, non è detto che questo 2012 ci riservi poi un evento così negativo. Qualcosa di simile è avvenuto nel 1859, ma praticamente non se ne sono accorti perché l’elettricità era ancora roba da fantascienza. Semplicemente, i telegrafi non hanno funzionato per un po’, e tutto il resto è andato avanti come se niente fosse. La fine del nostro mondo dipende dal modo in cui l’abbiamo messo in piedi.

Siamo sicuri di essere così avanzati, se nel 1859 un evento del genere sarebbe passato inosservato?

Diamine, io quasi quasi ci spero, in questa spettacolosa tempesta solare. Sarà che soldi non ne ho e  forse da una roba del genere ho più da guadagnare che da perdere (ah! che bella l’idea di un collettivo e sereno ritorno alla natura). Mi spiace per gli altri, per carità, e farò di tutto per dare una mano a chi si troverà nei guai, quel gorno. E’ nella mia natura. E spero che non siano troppi a lasciarci le penne.

Però non è detto che, visto che gli uomini la Rivoluzione proprio non la sanno fare, non ci pensi il Dio Sole, a mettere le cose a posto.

E chi diamine se ne frega del blog!

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5 Pensieri su &Idquo;Dice che nel 2012…

  1. PERCHé CAZZO PARLI SE NEMMENO TI IMFORMI!! PERCHé PARLI SE SEI IGNORANTE SULLA MATERIA!!! CHE NERVOSO LA GENTE CHE PARLA SENZA SAPERE UN CAZZO!!!!!
    “In effetti c’è da domandarsi fino a che punto fidarsi delle profezie Maya: han previsto la fine del mondo per quasi 20 secoli dopo, e non si son resi conto che in capo a qualche anno sarebbero venuti gli spagnoli a fargli un culo così. Gente strana: come tutti gli intellettuali testa fra le nuvole e buccia si banana sotto la suola.”
    GUARDA CHE I MAYA L’AVEVANO PREVISTO L’ARRIVO DEGLI SPAGNOLI, COME FINE DELLA LORO ERA, MA IL LORO TEMPO ERA CICLICO E SAPEVANO CHE DOPO LA LORO ERA IL MONDO SAREBBE CONTINUATO FINO ALLA FINE DELLE ERE,OSSIA IL 2012. DOPO LA FINE DEL CICLO DELLE 5 ERE, INIZIA UN ALTRO CICLO DI ERE. ALCUNI DICONO CHE VI SIA LA FINE DEL MONDO, MA I MAYA NELLE LORO PRFEZIE DICONO CHE CI SONO SCONVOLGIMENTI MA NON PARLANO DI FINE DEL MONDO
    IO DICO: SE DEVI PARLARE A VANVERA SENZA INFORMARTI PRIMA SULLE COSE STAI ZITTOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! O ZITTAAAA!!

  2. Non c’è problema, figurati. Quando le tematiche sono così pregnanti, è sacrosanto INCAZZARSI (e queste sì che son cose importanti: altro che Berlusconi o le ingiustizie del mondo. Le Ere dei Maya sono l’unica questione che dovremmo affrontare)

    Anzi, colgo l’occasione per domandare scusa per le imprecisioni. Del resto scrivevo sotto dettatura del mio Spirito Guida, il sacerdote Maya Stocazzocoatl, e col caldo devo avere frainteso le sue sagge parole.

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