L’Italia della Binetti

Prendi lo scudo fiscale. Aggiungici l’affossamento della legge antiomofobia. Ed ecco, tralasciando il premier puttaniere, l’immagine dell’Italia di oggi (e con oggi si intendono le ultime due ore, ma è possibile che tra cinque minuti le cose peggiorino ancora e tutto questo al confronto profumi malinconicamente di aria fresca): un Paese (anzi pAESE) in cui non solo evadere il fisco è possibile -anzi raccomandato, ma persino il prurito di dar due sberle a un finocchio è placabile senza gravi conseguenze. Probabilmente la Brambilla ha già costituito una task force per studiare come attirare omofibici, nuova e interessante fetta di mercato: vuoi mettere pestare un gay tra un negozio di Prada e un cappuccino, sotto il sole del Bel Paese, invece che in qualche puzzolente anfratto del Sud del Mondo? Qui si rilancia l’economia, altro che: e chi se ne frega di quel che dicono quei puzzoni dei giornali stranieri, di fronte al  meraviglioso tintinnio delle monete nelle tasche quella è carta da culo malfatta.

E la Binetti. E’ evidente che si tratta di un’infiltrata. Solo quei mentecatti del PD ancora non l’hanno capito. E poi si chiedono come mai perdono voti.

La Binetti potrebbe entrare in Parlamento con una svastica tatuata sul collo e la testa di un gay sotto braccio e nel PD continuerebbero a indire direttivi, riunioni e processi per chiarire se la sua presenza possa, in qualche modo, rappresentare un problema, invece che imprimerle l’impronta della suola sul sedere e farle descrivere una parabola aerea fino all’altra parte del l’emiciclo, il posto meno peggiore dove merita di stare:  sarebbe infatti auspicabile farla volare fuori, dall’emiciclo, ma pare che una misteriosa forza di gravità ancora al vaglio della fisica trattenga onorevoli e senatori inchiodati alla loro carica almeno fintanto che hanno maturato la pensione, e nella maggior parte dei casi anche dopo. Ovviamente, questa imperscrutabile forza non prevede (e proprio qui sta il mistero) che tali funzionari pubblici occupino fisicamente i posti loro assegnati. La Binetti, ad esempio,  al momento di votare contro lo Scudi Fiscale era alla Croce Rossa. A parlare, non ricoverata.

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