Oggi, 89 anni fa, nasceva Gianni Rodari

rodariSe ci chiedono di citare il nome di almeno un grande intellettuale italiano, di certo pensiamo a Eco, Montalicini, Pasolini, magari a Gramsci se siamo nostalgici, a Bobbio se siamo di Torino, a Sciascia se siamo sicialiani, o a molti altri (mi perdonino gli intellettuali eccellenti ancora viventi e qui non citati).

Difficile però che ci venga in mente Gianni Rodari.

Eppure, a ben vedere, Gianni Rodari è stato davvero tra i più grandi e brillanti intellettuali di cui la nostra patria può vantarsi. Per una ragione molto semplice: sapeva parlare e farsi capire dai bambini. E per questo, ahimè, viene relegato al ruolo di autore per l’infanzia, come se scrivere per i bambini non sia in realtà molto più complicato che farlo per gli adulti.

Pensiamoci bene: sapremmo spiegare a un bambino delle elementari che cos’è, ad esempio, la libertà? O la giustizia? I grandi intellettuali che ci sono venuti in mente sarebbero (stati) in grado di far comprendere a un marmocchio concetti che noi diamo così per scontati, e su cui elucubriamo e rovelliamo e balocchiamo?

Bè, Rodari sapeva farlo. Sapeva spiegare il dramma ingiusto dell’immigrazione, ad esempio. E persino la relatività delle cose, con le sue filastrocche e i suoi racconti per bambini. Con garbo. Con semplicità. Ce n’è uno, in particolare, che ricordo fin dall’infanzia e ricorderò sempre, perchè apre gli occhi e scalda il cuore. Eccolo qui (penso di poterlo riprodurre, perché l’ho rintracciato in rete):

Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. Erano operai meridionali, emigrati all’estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.
Io ho andato in Germania nel 1958 – diceva uno di loro.
Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.
Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzo. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:
Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice:”sono andato”?
Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.
Il verbo andare, – continuò il professor Grammaticus, – è un verbo intransitivo, e come tale vuole l’ausiliare essere.
Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse: – Sarà come dice lei, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei.
– Un verbo intransitivo.
– Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d’altri… Lasciare la famiglia, i bambini.
Il professor Grammaticus cominciò a balbettare, i bambini.
– Certo… Veramente… Insomma, però… Comunque si dice, sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo essere: io sono, tu sei, egli è…
– Eh,- disse l’emigrante, sorridendo con gentilezza, – io sono, noi siamo!… Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, e là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.
E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: – Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi… Ma gli errori più grossi sono nelle cose!

Ora: quanti sono i grandi intellettuali che dovrebbero picchiarsi i pugni in testa come il professor Grammaticus?

Annunci

6 Pensieri su &Idquo;Oggi, 89 anni fa, nasceva Gianni Rodari

  1. Qualche giorno fa, sull’ ANSA, sono comparse due notizie.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/inbreve/2009/10/13/visualizza_new.html_987595922.html

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/10/14/visualizza_new.html_987653644.html

    A me è tornata in mente questa poesia di Rodari, scritta intorno agli anni 70:

    La mia bambina
    ha una bambola
    e la sua bambola ha tutto:
    il letto, la carrozzina,
    i mobili da cucina,
    e chicchere e posate,
    e scodelle e un armadio
    con i vestiti sulle stampelle,
    e un’automobile a molla
    con la quale passeggia
    per il corridoio quando
    le scarpe gli fanno male.

    La mia bambina
    ha una bambola
    e la sua bambola ha tutto,
    perfino altre bamboline
    più piccoline, anche loro
    con le loro scodelline
    chiccherine, posatine ecc.

    E questa è una storiella divertente,
    ma solo un poco,
    perché ci sono bambole
    che hanno tutto
    e bambini
    che non hanno niente

    Rodari è morto il giorno prima di Jean Paul Sartre, così ce ne accorgemmo in pochi. Devo dire che nella mia storia personale ha inciso molto più il primo che il secondo.

    • scusa, già che sapete molte cose di Rodari io cercavo un paio di filastrocche
      una sui problemi che parla dei problemi reali e una che parla del numero più grande dove un signore conta conta conta finchè un bambino dice “più uno”
      mi sapete dire dove trovarle?
      Grazie
      serafino
      seracalo@gmail.com

  2. Ciao Serafino,

    grazie per essere passato di qui.

    Così su due piedi non saprei. Mi verrebbe da indicarti “Filastrocche in cielo e in terra”, edito da einaudi, che è forse la più celebre raccolta di filastrocche di Rodari.

    ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...