Quella sera dorata, Peter Cameron

Sono il primo a stupirmi che una lettura di questo tipo mi abbia colpito al punto di parlarne sul blog. Voglio dire: non è il mio genere, e nemmeno quello del blog. Ma che ci volete fare. Ormai ho perso la bussola. Non che l’abbia mai seguita, beninteso. Ma ora, anche se volessi, proprio non saprei in che direzione puntare la prua di questo blog.

Credo che per un po’ parlerò di libri che mi son piaciuti. E per stupire me e i miei ormai decimati lettori, parlerò di un romanzo cosiddetto d’atmosfera. Per romanzo d’atmosfera, branco d’ignoranti, s’intende un romanzo in cui, alla fine dei conti, a dominare la scena è proprio l’atmosfera in cui la lettura immerge. Un’atmosfera che vi mancherà, e parecchio, quando avrete letto l’ultima pagina, lentamente per non farla svanire. Vi mancherà come certi bei sogni al risveglio.

Molto difficili da scrivere, i romanzi d’atmosfera. Tanto difficili quanto meravigliosi da leggere.

E questo è un romanzo ancora più particolare. Perchè l’atmosfera uruguayana in cui la superflua trama si srotola non è irradiata da ampie e dettaglite descrizioni. Per niente. E’ il dialogo il centro di questo incredibile romanzo. Tutto avviene esclusivamente attraverso le brillanti conversazioni tra i personaggi.

Questo Cameron (che ha deluso molti, compreso il sottoscritto, con il loffio “Un giorno questo dolore ti sarà utile”) è così abile da riuscire a far apparire nettamente nella mente dei lettori le scene e i caratteri dei personaggi solo ed esclusivamente attraverso quello che dicono e il modo in cui lo dicono. E ottiene questo risultato in maniera sottile, senza ricorrere a espedienti ovvi come gergalismi, tic verbali o artifici retorici. Un maestro, ecco tutto.

La trama? Un ricercatore universitario dalle idee confuse riceve un assegno di ricerca per scrivere la biografia di uno scrittore morto suicida, autore di un unico libro e rifugiatosi, prima di ammazzarsi, con la famiglia allargata (moglie, amante, fratello gay, amante giovane del fratello gay) in un buco sperduto in Uruguay. Il viaggio e le curiose dinamiche familiari in cui si troverà immerso cambieranno la sua vita.

Ah, James Ivory ci ha girato un film.

Non vedo l’ora di rileggerlo.

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