Assange, un capro analogico per paure digitali

Per incastrarlo, a quanto pare, han dovuto montare un’accusa di stupro (alla base di tutto, stando a Repubblica di oggi, un profilattico bucato).

Mi domando cosa si speri di ottenere una volta fatto fuori Assange, ammesso che ci riescano. Mi domando, soprattutto, perché prendersela con lui. Di cosa, stramaledizione, sarebbe colpevole. Di aver pubblicato materiale top secret? Perchè allora non dar la caccia a chi l’ha fatto trapelare? O meglio, visto che le teste stanno saltando, perché non pubblicizzare il repulisti di funzionari dalla gola profonda?

Se la colpa di Assange è aver reso pubblico quel materiale su internet, allora colpa eguale dovrebbe ricadere sui direttori di quotidiani, settimanali, rotocalchi, telegiornali che hanno dato eco alla diffusione. E ancora: se Assange si fosse intrufolato nottetempo negli uffici diplomatici statunitensi a rubare il materiale, allora capirei. Ma a quanto pare non è così. Qualcuno glielo ha consegnato. Prendetevela con loro, santodio.Wikileaks è il canale, non il messaggio. E’ come prendersela con le corde vocali di qualcuno che vi ha insultato.

Anche tolto di mezzo Assange, il lavoro di Wikileaks e dei suoi potenziali emuli non sarà minimantente turbato. Siamo nell’era digitale, bellezza. L’era della rete. L’era dei rizomi. Degli zero e delgi uno. E Assange è solo un uomo. La sua unica colpa è di essersi sovraesposto. Probabilmente per narcisismo, megalomania: che sia un personaggio ambiguo -in senso neutro, non necessariamente negativo- è fuor di dubbio, nessuna persona normale si troverebbe nella situazione in cui si trova lui. Wikileaks, forse, poteva ottenere gli stessi effetti nel più completo anonimato. Impersonato in un singolo uomo, perde potenza, diviene individuabile. Punibile. Agli occhi del Potere, almeno. In realtà, colpire Assange per affondare Wikileaks è come cercare di eliminare un virus dal computer spruzzando DDT sul monitor. Sono due mondi separati: Assange è analogico, Wikileaks è digitale. Assange è uno, Internet è infinito.

Assange non è che un goffo capro espiatorio. Il tentativo forsennato di un potere decadente di trovare un colpevole, punirlo, e farla finita. Roba da ancient regime. I Segreti di Stato sono le colpe, non chi cerca di svelarli. E con Assange dietro le sbarre, Wikileaks o chi al suo posto continuerà, fortunatamente, a rendere pubblico quello che il potere vuole tenere segreto. Nel bene e nel male.

Sono due le strategie a disposizione per fermare Wikileaks. La prima è avere meno segreti possibile. La seconda è togliere la corrente a tutto il pianeta, in modo che non funzioni più nemmeno un computer. Al potere la scelta.

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