Gli audiolibri più letti nel 2010

Alle volte accade proprio così con le droghe, sopratutto con le cosiddette “leggere”: prima si assaggiano e poi, goduti, si corre a scoprire il mondo che le orbita attorno. Ora sono lanciato nell’esplorazione dell’universo audiolibro. Grazie a un commento al post precedente (e ad uno che ho ricevuto proprio ora) ho scoperto due cose. La prima: su iTunes è pieno di audiolibri. E costano poco. La seconda: c’è un blog che comunica ogni settimana la classifica degli audiolibri più venduti su iTunes, che evidentemente è la piazza di spaccio privilegiata.

A fine anno, questo interessante blog ha pubblicato la classifica degli audiolibri più venduti nel 2010. E scorrere la classifica è assai istruttivo. Perché dipinge un mondo piuttosto diverso da quello dei lettori tradizionali.

L’audiolibro più venduto, a quanto pare, è “L’arte di ottenere ragione”, di Arthur Shopenahuer. Nientemeno: ma credo che centri poco con l’amore per la filosofia e molto col desiderio fanciullesco e molto italico di ottenere sempre ragione. Urlando, nel caso.

Il secondo è “L’arte della Guerra” di Sun Tzu. Però, recita il sottotitolo, “Riletto a uso dei manager”, qualunque cosa significhi (più lentamente? Più incazzosamente? Infilando qua e là qualche target, mission, strategy, prediction?).

Al terzo posto, abbastanza misteriosamente, troviamo “Miti e leggende dell’Antica Grecia”, di Nathaniel Hawthorne.

Ma svelti rieccoci a bomba con un bel “Scopri le tue potenzialità”, a cui segue un “Dracula” di Stoker (momenti d’oro per i succhiasangue, in tutti i sensi), e un “Impara a raggiungere i tuoi obiettivi con l’impegno e l’autodisciplina”. A sorpresa, la dantesca “Divina Commedia” s’infila in classifica a introdurre un “Impara ad essere più motivato in ogni situazione”, cui segue -ci credereste?- il “Manifesto del Partito Comunista”: il Sol dell’Avvenire non è tramontato, ha cambiato solo formato. Il decimo posto è del già best seller cartaceo “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, di john Gray (quello che spiega le differenze tra uomo e donna, per chi non avesse mai palpato un paio di tette o visto un uccello).

La mia ingenuità non smetterà mai di sconcertarmi. Mi aspettavo best sellers o grandi classici letti da fior di attori, ma, alla fine dei conti, il business degli audiolibri vive dell’aggressività di manager -o wannabe manager- che scorrazzano per le autostrade con “l’arte della Guerra” o “l’arte di avere ragione” a tutto volume nello stereo. O delle tenere fragilità di chi s’affanna alla ricerca proprie potenzialità. E’ pieno di gente così, evidentemente: siamo in Italia, c’è questa fottuta crisi, e pure io alle volte penso che dovrei seguire un corso di autostima o robe del genere (poi l’autostima residua e tenace che conservo mi tira in salvo). L’immagine è quella di una folla di persone alla ricerca di istruzioni, di una voce amica che gli dica cosa diamine devono fare per uscire dalla merda. Altro che “Guerra e Pace”. Sbaglierò, snobberò, ma questa classifica mi ha pigiato un po’ di tristezza nelle viscere.

La palma del coraggio, comunque, và a chi si ascolta il vecchio Marx. Chissà che effetto deve fare. Chissà chi lo legge, e come. Probabilmente la prima cosa che fai appena finito di ascoltare è preparare la dinamite. O ridere a crepapelle. O qualcosa in mezzo.

A parte questo, ho scoperto che esistono libri che nascono espressamente come audiolibri: è il caso de “Il mostro di Firenze”, scritto dal Giacomo Brunoro (il ragazzo del commento al post precedente, che a questo punto scopro essere assolutamente sul pezzo) e Jacopo Pezzan. E, di conseguenza, esiste una branca di editoria specifica e piuttosto attiva. Un altro esempio di ottimo editore di audiolibri è questo.

Buon ascolto.

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